Iniziativa sulle cure infermieristiche 2026: a che punto è

Il punto in breve
Al 17 ottobre 2026 l'iniziativa sulle cure infermieristiche è attuata a metà. Dal 1° luglio 2024 valgono l'offensiva di formazione e la fatturazione diretta di alcune prestazioni di cura. La legge sulle condizioni di lavoro è stata approvata dal Consiglio nazionale nell'aprile 2026, ma in forma ridotta. Ora è all'esame della commissione del Consiglio degli Stati. Per il Suo orario di lavoro, finora, non è cambiato nulla.
È un ritmo lento, anche rispetto alla Costituzione. La Costituzione dava al Parlamento quattro anni per tradurre l'iniziativa in legge, e il termine è scaduto il 28 novembre 2025. Per questo quadro abbiamo letto i rapporti dell'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP), i testi di legge, il messaggio del Consiglio federale e i dati delle votazioni parlamentari. Saltano all'occhio due cose: l'offensiva di formazione parte più lentamente del previsto, e il Consiglio nazionale, nella legge sulle condizioni di lavoro, ha cancellato o ridotto molte parti della legge.
Cosa chiede l'iniziativa sulle cure infermieristiche
Il 28 novembre 2021 Popolo e Cantoni hanno accettato l'iniziativa «Per cure infermieristiche forti» con il 61 per cento di sì. Da allora l'articolo 117b della Costituzione federale chiede a Confederazione e Cantoni di promuovere le cure infermieristiche e di garantire un numero sufficiente di infermieri diplomati. La relativa disposizione transitoria affida alla Confederazione quattro compiti: stabilire quali prestazioni gli infermieri possono fatturare direttamente, garantire una rimunerazione adeguata delle cure, condizioni di lavoro adeguate alle esigenze e possibilità di sviluppo professionale.
Nel gennaio 2022 il Consiglio federale ha deciso di procedere in due tappe: la prima riguarda la formazione, la seconda le condizioni di lavoro. Così lo descrive l'UFSP nella sua pagina sull'attuazione dell'iniziativa. Le date principali:
- 28 novembre 2021: Popolo e Cantoni accettano l'iniziativa.
- 16 dicembre 2022: il Parlamento adotta la legge sulla promozione della formazione.
- 1° luglio 2024: entra in vigore la prima tappa.
- 21 maggio 2025: il Consiglio federale sottopone al Parlamento la seconda tappa.
- 28 aprile 2026: il Consiglio nazionale la approva con molti tagli.
- 2 settembre 2026: la commissione del Consiglio degli Stati inizia l'esame.
La prima tappa è quindi in vigore da oltre due anni. I suoi effetti concreti si sentono soprattutto tra gli studenti e nelle strutture che formano.
Cosa vale dal luglio 2024
La legge federale sulla promozione della formazione in cure infermieristiche obbliga i Cantoni a tre cose. Versano a ospedali, case di cura e servizi Spitex contributi per la formazione pratica, pari ad almeno la metà dei costi di formazione che queste strutture non si vedono rimborsare. Sostengono le scuole specializzate superiori (SSS). E versano agli studenti in cure infermieristiche SSS e SUP (scuola universitaria professionale) contributi di formazione, perché possano mantenersi durante gli studi. La Confederazione assume fino alla metà delle spese cantonali per otto anni, dal 1° luglio 2024 al 30 giugno 2032. Secondo l'UFSP, Confederazione e Cantoni investiranno insieme poco meno di un miliardo di franchi.
Importante per Lei che si prepara a diventare infermiere o infermiera: l'importo dei contributi e le condizioni li stabilisce ogni Cantone (art. 7). Conta il Cantone di domicilio. Alcuni Cantoni versano importi forfettari, graduati per esempio a seconda dell'età o del fatto che i Suoi genitori debbano ancora mantenerLa; altri guardano alla Sua situazione finanziaria personale. Secondo l'UFSP questo spiega le grandi differenze: in alcuni Cantoni riceve un contributo solo dal due al cinque per cento degli studenti, in altri circa l'80 per cento.
Prestazioni di cura senza prescrizione medica
La seconda novità riguarda la fatturazione alla cassa malati. Dal 1° luglio 2024 gli infermieri possono fornire e fatturare senza prescrizione medica determinate prestazioni di accertamento, consulenza e coordinamento, oltre alle cure di base, come spiega l'UFSP nella sua pagina sulla fatturazione diretta. Perché i costi non salgano senza freni, assicuratori e fornitori di prestazioni sorvegliano insieme il volume di queste prestazioni e concordano correttivi. Per chi lavora in proprio c'è un ostacolo: se in un Cantone i costi delle cure per assicurato crescono più della media svizzera, il Cantone può bloccare nuove autorizzazioni (art. 55b LAMal). Quanto funzioni nella pratica l'offensiva di formazione lo mostra il primo rapporto dell'UFSP.
Come procede l'offensiva di formazione?
Più lentamente del previsto. Nel marzo 2026 l'UFSP ha valutato ciò che i Cantoni hanno davvero finanziato nel secondo semestre 2024. Il rapporto (in francese) confronta le domande dei Cantoni con i loro rendiconti. In ogni categoria i Cantoni sono rimasti sotto le previsioni.

Lo scarto più forte riguarda i contributi di formazione. I Cantoni contavano su 2’310 studenti, ne hanno sostenuti 1’573. Per le misure per la qualità, per esempio corsi per formatrici e formatori o reti di formazione tra più aziende, invece di 4,5 milioni di franchi ne sono stati spesi solo 0,8. L'UFSP ne indica il motivo: molti Cantoni non avevano valori di riferimento, e alcuni hanno potuto avviare i loro programmi solo più tardi o più lentamente. Nel complesso è stato utilizzato il 70 per cento dei contributi federali approvati, a seconda del Cantone tra il 30 e il 130 per cento.
Le settimane di formazione pratica meritano un secondo sguardo. Ne sono state svolte 86’408, circa quattro quinti da studenti SSS. I contributi però sono stati versati solo per 69’153, perché Cantoni come Argovia, Berna o San Gallo pagano negli ospedali solo le settimane che vanno oltre l'obbligo di formazione già esistente. I soldi non utilizzati non vanno persi: restano a disposizione dei Cantoni negli anni successivi, purché il Parlamento approvi i crediti annuali.
Se più persone concluderanno una formazione in cure infermieristiche, oggi nessuno lo può dire. L'UFSP stesso scrive che il periodo è troppo breve per trarre conclusioni solide sugli effetti. Segnala inoltre un rischio: 13 Cantoni sostenevano le strutture già prima del 2024. Lì i soldi federali potrebbero sostituire prestazioni esistenti invece di creare nuovi posti di formazione. Il Consiglio federale deve presentare al Parlamento un rapporto sugli effetti al più tardi sei anni dopo l'avvio, cioè entro metà 2030.
Dove vanno i soldi nel 2024/2025
Per il ciclo 2024/2025 la Confederazione aveva messo a disposizione 75 milioni di franchi e ne ha approvati 72,3 come limiti di spesa, come mostra l'elenco dei contributi federali. La quota più alta va a Zurigo con 14,0 milioni, seguono Berna con 8,1 e Lucerna con 6,5 milioni. Il Canton Zurigo, da parte sua, mette a disposizione circa 100 milioni di franchi per la formazione in cure infermieristiche sugli otto anni. Anche nelle scuole qualcosa si muove: per il primo ciclo di formazione SSS in cure infermieristiche a tempo parziale della Svizzera centrale, partito nel novembre 2025, si erano iscritti 29 studenti, come riporta il rapporto dei Cantoni alla SEFRI. La formazione, però, è solo metà del mandato. L'altra metà, le condizioni di lavoro, è in Parlamento.
La nuova legge sulle cure infermieristiche al Consiglio nazionale
Il 21 maggio 2025 il Consiglio federale ha presentato la legge federale sulle condizioni di lavoro nel settore delle cure infermieristiche (LCInf). Disciplina dieci ambiti, dalla durata massima del lavoro alle pause e al tempo per cambiarsi, fino al preavviso con cui vanno comunicati i piani di servizio. Il Consiglio federale voleva che i piani di servizio fossero fissati con almeno quattro settimane di anticipo. In più, datori di lavoro e sindacati sarebbero stati obbligati a negoziare contratti collettivi di lavoro (CCL). Un CCL può derogare alla legge, ma le norme imperative della legge sul lavoro e delle leggi cantonali sul personale continuano a valere, come spiega l'UFSP.
Il Consiglio nazionale ha esaminato la legge per primo il 28 aprile 2026, dopo oltre sei ore di dibattito, e l'ha ridimensionata in molti punti. Ha respinto con 105 voti contro 87 e con 106 contro 87 due proposte di rinviare il progetto al Consiglio federale. Nella votazione sul complesso ha approvato la LCInf con 95 sì, 61 no e 39 astensioni, secondo i dati delle votazioni del Parlamento. La maggioranza borghese l'ha spuntata quasi ovunque. PS e Verdi volevano più regole e hanno perso su quasi tutti i punti.

Le differenze principali: la durata massima della settimana lavorativa resta a 50 ore invece di scendere a 45. La durata normale è di 42 ore al massimo, e il Consiglio federale non riceve la competenza di abbassarla a 40. Chi lavora regolarmente la domenica o nei giorni festivi deve ricevere, oltre al riposo compensativo, un supplemento di almeno il 25 per cento, la metà di quanto previsto dal Consiglio federale. Per il lavoro straordinario vale il tempo libero oppure un supplemento di almeno il 25 per cento; il Consiglio ha stralciato la priorità del tempo libero. Sui piani di servizio il quadro è misto. Devono essere fissati quattro settimane prima, come voleva il Consiglio federale. Se un turno viene cambiato dopo, spetta una compensazione di almeno il 25 per cento. Il Consiglio federale aveva previsto dal 25 al 50 per cento, ma solo per modifiche comunicate meno di due settimane prima del turno. Con 103 voti contro 86 il Consiglio ha mantenuto l'obbligo per datori di lavoro e sindacati di negoziare un CCL.
Su un punto il Consiglio nazionale è andato oltre il Consiglio federale. Su proposta dei Verdi liberali, i Cantoni devono fissare requisiti per la dotazione di personale nelle cure. Se le strutture li rispettano va reso pubblico ogni anno, per struttura e per settore di cura. Il Consiglio federale aveva rinunciato di proposito a una regola sulla dotazione di personale. Nel suo messaggio spiega perché: non esistono conoscenze certe su come calcolare l'organico adeguato.
I costi, il nodo principale
La maggioranza borghese ha puntato sui costi. Secondo Diana Gutjahr (UDC), le proposte sul tavolo farebbero salire i premi dal 2 al 4 per cento, riferisce l'agenzia ATS. Il fronte opposto ha replicato che senza condizioni migliori ancora più persone lasceranno la professione. «Applaudire e ringraziare non basta», ha detto la consigliera nazionale socialista e infermiera Farah Rumy. Il giorno prima del dibattito il personale infermieristico aveva consegnato una petizione con quasi 190’000 firme.
Sul finanziamento il Consiglio nazionale ha deciso così: a lungo termine i costi supplementari devono confluire nelle tariffe degli ospedali e delle cure ambulatoriali. Per i servizi Spitex e le case di cura, fino al finanziamento uniforme delle prestazioni (EFAS), Confederazione e Cantoni ne assumono metà ciascuno. Per le cure, secondo l'UFSP, l'EFAS entra in vigore solo nel 2032. Finché tutto questo non vale, per il Suo orario di lavoro resta il diritto attuale.
Cosa vale oggi per il Suo orario di lavoro
Finché la LCInf non è in vigore valgono la legge sul lavoro, il Codice delle obbligazioni, le leggi cantonali sul personale e, dove esiste, il Suo CCL. La legge sul lavoro permette negli ospedali e nelle case di cura fino a 50 ore settimanali. Per il lavoro domenicale temporaneo prescrive un supplemento salariale del 50 per cento, per quello regolare nessuno. È proprio questa la lacuna che la LCInf colmerebbe, anche nella versione del Consiglio nazionale. Per chi lavora in ospedali e case di cura pubblici, al posto della legge sul lavoro può valere il diritto del personale cantonale o comunale.
Cosa significa per Lei: i supplementi, le pause e i termini dei piani di servizio che oggi trova nel Suo contratto vengono dal CCL o dal regolamento del personale del Suo datore di lavoro, non dall'iniziativa sulle cure infermieristiche. Oltre alle condizioni di lavoro, però, il progetto ha una seconda parte.
Infermiere APN: la seconda parte del progetto
Con la modifica della legge sulle professioni sanitarie (LPSan) il Consiglio federale vuole disciplinare per legge la professione di infermiere di pratica avanzata (APN, Advanced Practice Nursing). Questi professionisti devono assumere compiti nelle cure di base e sgravare sia i team di cura sia i medici. Potrà lavorare come infermiere APN solo chi ha un master in APN. Il Consiglio nazionale ha approvato questa parte con 101 voti contro 67 e 26 astensioni.
Per Lei conta soprattutto se pensa a una carriera oltre il diploma SSS o SUP. Quando queste regole entreranno in vigore si decide insieme alla LCInf al Consiglio degli Stati.
Quando decide il Consiglio degli Stati?
Una data non c'è ancora. Il 2 settembre 2026 la Commissione della sicurezza sociale e della sanità del Consiglio degli Stati (CSSS-S) è entrata in materia all'unanimità su entrambi i progetti. Nel suo comunicato stampa constata che il Consiglio nazionale ha modificato ampiamente il disegno e chiede soluzioni proporzionate, finanziariamente sostenibili e applicabili per le strutture. Intende avviare la deliberazione di dettaglio nel quarto trimestre 2026.

Poi servono ancora diversi passi. Prima decide il plenum del Consiglio degli Stati. Se si scosta dal Consiglio nazionale, il progetto va avanti e indietro tra le due Camere finché entrambe hanno approvato lo stesso testo. Segue la votazione finale. Dopo la pubblicazione, 50’000 aventi diritto di voto o otto Cantoni possono chiedere entro 100 giorni il referendum (art. 141 Cost.). Solo allora il Consiglio federale stabilisce quando la legge entra in vigore.
Lo stato dei lavori può seguirlo anche Lei. Cerchi il numero 25.054 nella banca dati Curia Vista. Sulla pagina dell'oggetto può abbonarsi e ricevere un avviso a ogni passo. Lì trova anche il prospetto delle deliberazioni, cioè il testo che mette a confronto Consiglio federale, Consiglio nazionale e, più avanti, Consiglio degli Stati.
Cosa resta aperto
Quasi tutto ciò che tocca il Suo lavoro quotidiano. Non si sa se il Consiglio degli Stati, su durata massima del lavoro, supplementi e piani di servizio, tornerà alla versione del Consiglio federale o seguirà il Consiglio nazionale. Non si sa se resteranno i requisiti sulla dotazione di personale aggiunti dal Consiglio nazionale. E resta aperto il finanziamento: l'UFSP scrive che i costi supplementari sono difficili da stimare e che il loro effetto sui premi non si può ancora quantificare.
Anche sulla formazione c'è una decisione in vista. L'UFSP vuole raccogliere le esperienze dei Cantoni e usarle per la seconda fase dell'offensiva di formazione, dal 2028 al 2032. I programmi che oggi partono a rilento potranno quindi ancora cambiare.
Cosa può fare adesso
Se inizia una formazione in cure infermieristiche SSS o SUP, o se sta già studiando, chieda al Suo Cantone di domicilio i contributi di formazione, meglio prima dell'inizio del semestre. Alcuni Cantoni chiedono di restare nella professione per qualche anno dopo il diploma, Soletta per esempio tre anni. I dati dell'UFSP mostrano che i contributi vanno a meno studenti di quanti i Cantoni avessero previsto. Una domanda costa poco.
Se lavora già nelle cure, non conti su un cambiamento rapido del Suo orario per effetto della legge federale. Fino a nuovo avviso fa stato quanto scritto nel Suo CCL o nel regolamento del personale. Controlli lì i supplementi per le domeniche e per i turni cambiati con poco preavviso, prima di accettare un nuovo impiego.
E se vuole entrare nelle cure in Svizzera con un diploma estero, l'iniziativa vale anche per Lei non appena il Suo titolo è riconosciuto. Come funziona il riconoscimento presso la Croce Rossa Svizzera lo spieghiamo nel nostro articolo sul riconoscimento dei diplomi infermieristici esteri.
Domande frequenti
- L'offensiva di formazione vale anche per l'apprendistato di operatore sociosanitario AFC?
- No. I contributi di formazione e i contributi per le settimane di formazione pratica sostengono solo la formazione di infermiere in una scuola specializzata superiore o in una scuola universitaria professionale. Per l'apprendistato di operatrice o operatore sociosanitario AFC questa legge non prevede soldi.
- Chi paga i contributi di formazione se studio in un altro Cantone?
- È competente il Cantone in cui Lei abita, non quello della scuola. I frontalieri ricevono i contributi dal Cantone a cui sono legati per il loro statuto di frontaliere. Condizioni e importi li fissa ogni Cantone.
- I contributi di formazione per infermieri vanno restituiti?
- Dipende dal Cantone. Soletta, per esempio, chiede che dopo il diploma Lei lavori come infermiere almeno tre anni entro sei anni, in media con un grado di occupazione di almeno il 40 per cento. Soletta disciplina la restituzione in un promemoria apposito. Prima di presentare la domanda legga i promemoria del Suo Cantone di domicilio.
- Si può ancora fermare con un referendum la nuova legge sulle cure infermieristiche?
- Sì. Contro ogni legge federale si può chiedere il referendum. Servono 50’000 firme o otto Cantoni entro 100 giorni dalla pubblicazione della legge. Solo dopo il Consiglio federale può metterla in vigore.
- Un infermiere indipendente può fatturare senza prescrizione medica?
- Per alcune prestazioni sì, dal 1° luglio 2024: accertamento, consulenza, coordinamento e cure di base. Serve comunque l'autorizzazione a esercitare a carico dell'assicurazione malattie. Se nel Suo Cantone i costi delle cure crescono più della media svizzera, il Cantone può bloccare nuove autorizzazioni di organizzazioni e infermieri.
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